Ehrlichia canis Ab

Kit per la ricerca degli anticorpi anti-Ehrlichia canis

Specie: cane

Metodo: ELISA

Ricerca: anticorpale

Campioni: siero o plasma

Lettura risultati: spettrofotometrica

sensibilità: 94,1%

specificità: 91,7%

Formato: 32 – 96 pozzetti

ISTRUZIONI DEL TESTACQUISTA Ehrlichia canis Ab ELISA

Patogeno:

Ehrlichia canis

La Patologia

L’ehrlichiosi canina è una patologia trasmessa da zecche e causata da Ehrlichia canis, un parassita intracellulare appartenente al genere delle Rickettsie, che infetta i globuli rossi fino a causare un’alterazione del loro funzionamento e la distruzione delle piastrine.
Le zecche si infettano facendo un pasto di sangue da un cane che presenta la malattia, sia nello stadio di larve che di ninfe, fungono da serbatoio della malattia e possono trasmettere l’infezione a cani sensibili per almeno 150 giorni dopo aver acquisito l’infezione.
L’erlichiosi presenta una diffusione mondiale; in Europa è maggiormente presente in Italia, Spagna e Portogallo.
L’evoluzione e l’esito dell’infezione dipendono da una grande varietà di fattori, compresa la carica batterica ricevuta. La presenza di malattie concomitanti, sostenute da altri parassiti veicolati da zecche o da altri patogeni, può influenzare le manifestazioni e la gravità.
Non esistono predisposizioni di età o di sesso per l’ehrlichiosi, tuttavia il pastore tedesco sembra essere più suscettibile di altre razze.

Segni clinici

Il decorso della malattia è stato suddiviso in tre fasi: acuta, subclinica e cronica, sulla base dei sintomi clinici e delle anomalie clinico-patologiche.
La fase acuta ha una durata di 2 – 4 settimane, durante le quali è possibile osservare sintomi quali:

  • febbre,
  • scolo oculo-nasale,
  • anoressia
  • depressione, letargia,
  • petecchie,
  • ecchimosi,
  • linfo-adenomegalia nel 20% dei casi,
  • splenomegalia nel 25% dei casi.

La maggior parte dei cani guarisce dalla forma acuta con un’idonea terapia.

I cani non curati possono andare incontro alla fase subclinica.
In questa forma il peso corporeo si normalizza e la piressia si risolve. I cani appaiono clinicamente sani, tuttavia la loro conta piastrinica può rimanere sotto i valori di riferimento. I cani posono rimanere in questa fase per anni.
La forma cronica è caratterizzata da una riduzione dell’ematopoiesi, che può esitare in pancitopenia. La prognosi in questa fase è infausta, il decesso avviene per infezioni secondarie e/o emorragie.
Altri sintomi che possono insorgere sono:

  • sintomi oculari: variazione nella colorazione e nell’aspetto dell’ochio, cecità, malattie retiniche, uveite anteriore,
  • sintomi neuro muscolari: meningite e/o stato emoraggico, neuropatie, convulsioni, muscolatura atrofica,
  • poliartrite,
  • infezioni concomitanti o secondarie.

 

Algoritmo diagnostico