IMB Parvo / Cimurro IgM

Kit per la ricerca degli anticorpi IgM anti-Parvovirus e anti-Virus del Cimurro del cane

Specie: cane

Metodo: ELISA indiretto su substrato solido

Ricerca: anticorpale

campioni: siero, plasma o sangue intero

Lettura risultati: visiva con scala colorimetrica di riferimento

Sensibilità: CPV 91,4%, Cimurro 93,1%

Specificità: CPV 90,8%, Cimurro 95,5%

Formato: 12 o 120 analisi

ISTRUZIONI DEL TESTACQUISTA IMB Parvo/Cimurro IgM

Patogeno

Parvovirus canino

Le Patologie

PARVOVIROSI

La parvovirosi è una malattia virale molto contagiosa, che può essere potenzialmente fatale, specialmente nei cuccioli non vaccinati.

Il virus responsabile è classificato come Parvovirus Canino Tipo 2 (CPV 2), per distinguerlo da un altro Parvovirus (CPV 1) riscontrato nelle feci del cane, senza significato patologico. È un virus molto resistente nell’ambiente (può resistere anche fino ad 1 anno) ed all’azione di detergenti e disinfettanti.

Il virus viene escreto nelle feci e si moltiplica nel tratto digerente e nel midollo osseo. Penetrato nell’organismo per via orale, dopo un periodo di incubazione di 3-8 giorni, il virus si replica inizialmente a carico dei tessuti linfatici oro-faringei, da cui diffonde per via ematogena a tutti i tessuti. Successivamente il virus si localizza ai tessuti linfoemopoietici del midollo osseo e ai tessuti linfoidi del digiuno e dell’ileo, dove provoca rispettivamente neutropenia, linfopenia, distruzione dei villi intestinali con necrosi dell’epitelio e diarrea emorragica. In conseguenza dell’immunodepressione, gli animali infetti presentano frequenti infezioni batteriche secondarie (da Escherichia coli, Salmonella, Campylobacter e clostridi) che aggravano il quadro patogenetico. Dal 3° giorno post-infezione l’animale diventa eliminatore di virus.

L’infezione può avvenire per contatto diretto con le feci di cani infetti o indirettamente mediante l’esposizione all’ambiente o a oggetti contaminati, come le lettiere o le ciotole.

L’infezione parvovirale può colpire i cani di qualsiasi età, sebbene la maggior parte dei casi si verifichi nei cuccioli giovani di età compresa tra le 6 settimane e i 6 mesi. Gli animali non vaccinati o parzialmente vaccinati presentano un rischio considerevolmente più elevato di sviluppare parvovirosi.

Alcune razze vengono descritte come predisposte all’infezione da parvovirus canino, quali Dobermann Pinscher, Rottweiler, English Springer Spaniel, Pastore Tedesco, American Pit Bull Terrier e Bassotto. Queste razze, una volta contratta l’infezione, tendono anche a sviluppare sintomi più gravi.

il Barbone Toy e il Cocker Spaniel sembrano presentare un rischio ridotto di infezione da parvovirus canino. Anche i cuccioli le cui madri sono state regolarmente vaccinate vengono colpiti con minore frequenza e meno gravemente dalla parvovirosi. Questo perché la vaccinazione della madre aumenta i livelli degli anticorpi materni circolanti nei giovani cuccioli.La diffusione del parvovirosi canina è a livello mondiale. I primi episodi di parvovirus canina sostenuti da CPV sono stati osservati nel 1978 in America, la patologia si distribuì rapidamente in tutto il mondo, colpendo canidi selvatici e cani domestici, diventando ben presto una patologia endemica.

Segni clinici

Il decorso della parvovirosi è variabile da soggetto a soggetto anche all’interno della stessa cucciolata. Si riconoscono fondamentalmente due forme cliniche: una  gastroenterica (di gravità variabile) ed  una  cardiaca; è riconosciuta tuttavia anche una  forma sub-clinica.

Forma gastroenterica


Dopo un breve periodo di incubazione, compare:

  • vomito e diarrea con presenza di sangue
  • anoressia
  • depressione del sensorio
  • Rapidamente insorge la disidratazione e, talvolta, anche lieve ipertermia
  • leucopenia (<3000 cellule/mm3) con marcata linfopenia.

Il decorso è variabile e si può osservare una lenta guarigione o un peggioramento delle condizioni generali con morte dei soggetti colpiti.

Forma cardiaca

L’evoluzione clinica è rapida e i soggetti di 2-4 settimane di età muoiono con i segni di una miocardite acuta.

Forma subclinica

È la  forma forse relativamente più frequente, caratterizzata da:

  • lieve depressione del sensorio
  • anoressia
  • lieve diarrea
  • modesta leucopenia/linfopenia.

Lo sviluppo della forma sub-clinica, talvolta asintomatica, è in stretta correlazione con il grado di immunità dell’animale al momento dell’infezione. Trattasi, ovviamente, di immunità parziale che non impedisce la replicazione e l’escrezione del virus. Questa forma clinica assume un’importanza epidemiologica diversa a seconda del tipo di vita dell’animale. In un cucciolo che vive in ambiente familiare l’infezione avrà un impatto epidemiologico limitato; al contrario, la stessa situazione proiettata all’interno di un allevamento/canile assume un risvolto completamente diverso, in quanto l’animale infetto elimina il virus con le feci e può trasmettere l’infezione ad altri soggetti.

Algoritmo diagnostico

Patogeno

Virus del Distemper canino

Le Patologie

CIMURRO

Il cimurro è una malattia sistemica che colpisce i cani ed altri canidi selvatici.

L’agente eziologico è un morbillivirus (Canine Distemper Virus – CDV), appartenente alla famiglia Paramixoviridae.

Il virus colpisce in particolare i cuccioli, indipendentemente dalla razza. È presente in tutto il mondo, è particolarmente frequente nelle città, nelle colonie di cani ed in genere dovunque si abbia frequente contatto fra cani.

Sebbene sia contagioso, il virus ha una scarsa resistenza ambientale in quanto è sensibile ai raggi UV, al calore, al disseccamento e viene rapidamente inattivato dai comuni disinfettanti.

La trasmissione del virus avviene per contatto diretto, inalazione e per via trans-placentare. Il virus viene eliminato nelle escrezioni e secrezioni nella fase acuta dell’infezione e si localizza nel sistema nervoso, occhi, pelle e polmoni. La sintomatologia è variabile e può interessare l’apparato respiratorio, digerente e il sistema nervoso.

La mortalità può arrivare al 50%, soprattutto negli animali giovani e non vaccinati.

Segni clinici

Il cimurro è una malattia insidiosa: i sintomi che lo contraddistinguono, presi singolarmente, riconducono a delle semplici patologie comuni e poco gravi. Il primo sintomo è generalmente la febbre.

Il virus induce problemi respiratori, gastroenterici, dermatologici e neurologici seri ad uno stadio più avanzato della malattia.

  • Problemi respiratori: scolo nasale, tosse, difficoltà respiratorie
  • Problemi all’apparato digerente: gastroenterite con vomito e diarrea.
  • Problemi cutanei: dermatite, ispessimento della cute del naso e cuscinetti plantari.
  • Problemi al sistema nervoso: convulsioni, spasmi muscolari fino a paralisi degli arti.
  • Problemi oculari: congiuntivite con scolo oculare.

A seguito di una leucopenia transitoria indotta dall’infezione virale, l’infezione batterica secondaria normalmente si evidenzia con una leucocitosi.Il transitorio calo dei globuli bianchi indebolisce ulteriormente il sistema immunitario di conseguenza il cucciolo malato è esposto ad infezioni secondarie che vanno a complicare il quadro clinico.

Algoritmo diagnostico