FLUO Hepatitis contagiosa

Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-virus dell’epatite infettiva

Specie: cane

Metodo: immunofluorescenza

Ricerca: anticorpale

campioni: siero e plasma

Lettura risultati: visiva con microscopio a fluorescenza

Formato: 10 vetrini, 50 vetrini, kit completo

ISTRUZIONI DEL TESTACQUISTA Fluo Hepatitis contagiosa

Patogeno

Adenovirus canino di tipo 1 (CAV-1)

La Patologia

L’epatite infettiva del cane (precedentemente chiamata malattia di Rubarth) è un’infezione epatica acuta causata dall’Adenovirus canino di tipo 1 (CAV-1). In Europa colpisce principalmente i cani e le volpi.

E’ una malattia non correlata con l’epatite nell’uomo, è una condizione molto meno diffusa grazie alla disponibilità di vaccini efficaci. Tuttavia, saltuariamente questa malattia molto contagiosa e a volte fatale è ancora osservata nella pratica veterinaria, particolarmente nei cuccioli non vaccinati.

La principale fonte di infezione è l’ingestione di urina, feci o saliva di cani infetti. Dopo la guarigione, i cani possono diffondere il virus mediante le urine per un periodo fino a 6 mesi. Il virus ha una predilezione per gli epatociti, l’epitelio vasale e l’epitelio renale. La replicazione virale avviene nelle tonsille per poi diffondere nei linfonodi locali e, tramite la circolazione sistemica, alle cellule epatiche ed endoteliali.

Gli adenovirus causano necrosi delle cellule infette mediante un effetto citopatico: le lesioni includono petecchie, ecchimosi diffuse, fibrina sulla capsula epatica ed eventuale raccolta di essudato chiaro peritoneale.

Il virus è resistente a numerosi disinfettanti e può permanere nell’ambiente per diverse settimane o mesi.

I cuccioli molto giovani muoiono entro poche ore e, in ambienti come quelli delle pensioni per cani, la malattia si diffonde molto rapidamente.

Segni clinici

I sintomi possono variare notevolmente, da lievi fino ad arrivare alla morte e si osservano diverse forme della patologia.

Forma iperacuta (nei cuccioli giovani)
I cuccioli di età inferiore a 3 settimane possono mostrare un improvviso rigonfiamento dell’addome e soccombere entro poche ore. La maggior parte dei cuccioli provenienti da fonti affidabili possiede una protezione immunitaria temporanea ereditata dalla madre.

Forma acuta (malattia classica)
Nelle fasi iniziali della malattia, il cane si presenta poco vitale, con febbre e con un’infiammazione delle tonsille (tonsillite), oltre a un fortissimo arrossamento delle mucose e un ingrossamento dei linfonodi sotto la mandibola.

La malattia progredisce rapidamente fino alla comparsa di vomito e/o diarrea, con perdita dell’appetito.

Il fegato è dolente e ingrossato alla palpazione. Con lo sviluppo dell’insufficienza epatica, compaiono ittero e sanguinamento delle gengive. A questo stadio della malattia, le membrane diventano pallide o itteriche. Il cane mantiene teso l’addome a causa del dolore e in circa il 20% dei casi sopraggiunge la morte. Gli animali che sopravvivono alla fase acuta guariscono completamente, sebbene possano essere necessarie diverse settimane perché ritornino alle condizioni normali.

Forma lieve
Un limitato numero di cani sviluppa una lieve febbre e a volte diarrea; anche in questi animali compare l’ingrossamento dei linfonodi.

Spesso il cane può essere affetto contemporaneamente anche dal cimurro.

Algoritmo diagnostico