FITOMED LX

Mangime complementare liquido idrosolubile a base di erbe selezionate addizionate con Zinco chelato (MAAC®) e Vitamina C.
Favorisce il benessere degli animali affetti da processi infiammatori.

linea: FitoVet per Bovini

Specie: Bovini

CONFEZIONE: Taniche da 5 Kg

Tipologia: Liquido

conservazione: Temperatura Ambiente

somministrazione: In aggiunta ai mangimi

disponibilta’: Disponibile

depliant: Disponibile on-line e cartaceo

DEPLIANT TECNICO/COMMERCIALEPER ACQUISTARE CHIAMA IL 0125 731105 DR. LAURA PRUNOTTO

Il Prodotto:

FITOMED LX è stato studiato per contrastare gli stati infiammatori ed infettivi a livello dei vari distretti corporei e per promuovere la risposta immunitaria. È particolarmente indicato come supporto negli stati di ipertermia e stati infiammatori che determinano abbattimento del sensorio, disappetenza e quindi riduzione delle performances. Le proprietà del prodotto sono sapientemente esaltate dall’integrazione di Zinco chelato (MAAC®), fondamentale nei processi di accrescimento il quale, agendo sulla sfera riproduttiva e sul sistema immunitario, esercita un’azione antistress; e di Vitamina C che aiuta a rafforzare il sistema immunitario e a migliorarne il funzionamento. La peculiarità di un integratore naturale. Le erbe e piante utilizzate nel Fitomed, sono frutto di un accurato e lungo lavoro di ricerca con un preciso obiettivo: la salute ed il benessere animale. L’equilibrio metabolico, così come una gestione non aggressiva di situazioni di squilibrio con il minor ricorso possibile ai farmaci, rappresenta per l’animale la scelta ottimale per un maggior benessere, per una maggiore performance di crescita e produzione. In base a quest’obiettivo la ricerca ha portato alla selezione di un gruppo di erbe e piante officinali, la cui azione sinergica, sapientemente dosata, ha portato alla formulazione del Fitomed per il quale sono state selezionate erbe e piante delle famiglie delle Salicaceae, delle Asteraceae, delle Rosaceae, delle Myrtaceae e delle Lamiaceae.

Della famiglia delle Salicaceae è utilizzata la Salix Alba caratterizzata dalla presenza di Salicina e derivati dell’acido salicilico(17) con proprietà(1)(2)(3)(4) anti-infiammatorie(17), antifebbrili ed antidolorifiche. Della la famiglia Asteraceae è invece utilizzata l’Achillea Millefolium, caratterizzata dalla presenza di Achilleina(2) e Camazulene(2), composti dotati di proprietà spasmolitiche(2), astringenti(2), antibatteriche(2) e antiflogistiche(2). L’Achillea millefolium come l’Achillea fragrantissima è inoltre caratterizzata dalla presenza del terpinen-4-olo(3)(14) (alcool naturale monoterpenico) che presenta un’attività batteriostatica(3)(14) contro l’Escherichia coli, lo Staphylococcus aureus, la Salmonella typhosa e la Shigella sonnei. Un’importante studio del 2012(15), valuta l’attività antivirale(15) di estratti di Achillea millefolium contro il virus Newcastle Disease (NDV) in uova embrionate. I risultati mostrano che estratti della pianta sono in grado di ridurre di 56 volte la potenza virale con un efficace effetto inibitorio. Un altro studio(16) riporta l’effetto dell’Achillea millefolium in merito ai problemi gastrointestinali del bovino come lo spostamento dell’abomaso con conseguente ridotta mobilità. Lo studio(16) evidenzia che l’Achillea millefolium è in grado di prevenire o alleviare le disfunzioni della mobilità gastrointestinale(16).

Della famiglia delle Rosaceae, è impiegata la Spiraea Ulmaria, dalle proprietà antinfiammatorie(4)(16), diuretiche(4)(1), antireumatiche(1)(17), antimicrobiche(3), astringenti(4)(3). Caratterizzata dalla presenza di salicilati(17), tra cui un etere salicilico e salicilato di metile provenienti dall’idrolisi della Monotropina(1), e dalla Vitamina C(17). La Spiraea è stata inoltre utilizzata in un interessante studio per la valutazione della capacità di controllo nella mastite subclinica bovina durante il periodo di lattazione(18), e da cui emerge l’azione coadiuvante della Spirea ulmaria(18).

Della famiglia delle Myrtaceae è utilizzata l’Eugenia Caryophillata. L’Eugenia caryophillata caratterizzata dalla presenza del composto Eugenolo(2)(20) coadiuvante nell’azione antimicrobica(2)(3)(19)(20).

Della famiglia delle Lamiaceae sono impiegati il Thymus vulgaris e l’Origanum vulgare. Il timo contiene numerosi composti, il Timolo, il Cimene, il Carvacrolo, oltre a flavonoidi e triterpeni(2)(3), che nell’insieme caratterizzano l’azione antispasmodica ed espettorante delle vie aeree(2)(3); a questa si aggiungono inoltre le azioni coadiuvanti come antibatterico(2)(3), antifungino(3)(13) ed antivirale(3). L’azione coadiuvante antibatterica del Timo, è stata oggetto di vari studi, tra cui uno condotto da ricercatori italiani(12), evidenzia una maggiore attività verso i batteri gram-positivi rispetto ai gram-negativi(12). L’Origano contiene Timolo(3)(13), Carvacrolo(3)(13), gamma-Terpinene(3) ed un Sesquiterpene biciclico(13). Un importante azione coadiuvante è quella antiossidante(13), particolarmente importante nello stress ossidativo. La pianta presenta inoltre un’azione coadiuvante come antimicrobico(3) agendo, come riportato in lavori scientifici(3)(21), su vari batteri tra cui la Klebsiella pneumonia, la Pseudomonas aeruginosa, la Salmonella typhymurium e lo Staphylococcus aereus.

Istruzioni per l’Uso:

  • Vacche da latte: 40-50 ml/capo/giorno per 5-7 giorni. Coadiuvante ai processi infiammatori che determinano riduzione dell’appetito, febbre, mastiti con stoppini, edema e cellule somatiche.
  • Vitelli: 2,5-3 ml/ capo/pasto per 5-7 giorni. Forme respiratorie/ coadiuvante terapie antibiotiche. Prima della macellazione: 15 ml/ capo/giorno per i 2 giorni antecedenti il carico.
  • Vitelloni: 30-40 ml/capo/giorno giorno per 5-7 giorni. All’arrivo nei centri di ingrasso (“shipping fever”).

NB: Il prodotto non ha controindicazioni e, in particolare, non causa emorragie gastro-intestinali, non ha tempi di sospensione, non blocca le prostaglandine e quindi non deprime l’immunità né l’efficienza riproduttiva dell’animale, si può somministrare in gravidanza.

Bibliografia:

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  2. Witchtl M., CRC press, 1994
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  9. Volume 12 Number 2, February 2006
  10. Pharm Biol 2002; 40: 269–273
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