FLUO ANAPLASMA ph. HORSE
Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-Anaplasma phagocytophilum
Fluo FLUO ANAPLASMA ph. HORSE è un test basato sulla tecnica ad immunofluorescenza per la determinazione degli anticorpi IgG anti-anti-Anaplasma phagocitophylum in campioni di siero o plasma di cavallo.
L'Anaplasmosi Granulocitica Canina, causata dal batterio intracellulare obbligato Anaplasma phagocytophilum, rappresenta un modello di particolare interesse per lo studio delle interazioni tra patogeno e sistema immunitario dell'ospite.
A differenza di Ehrlichia canis, che infetta prevalentemente i monociti, A. phagocytophilum ha come bersaglio principale i neutrofili, cellule fondamentali dell'immunità innata. In condizioni fisiologiche, i neutrofili possiedono un'emivita molto breve e svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell'organismo attraverso la fagocitosi, la produzione di specie reattive dell'ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS) e la successiva apoptosi programmata.
Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano che A. phagocytophilum è in grado di modificare profondamente le funzioni del neutrofilo, creando un ambiente intracellulare favorevole alla propria sopravvivenza e replicazione.
1.Modulazione dell'espressione genica: il ruolo della proteina AnkA
Uno degli aspetti più studiati della patogenesi di A. phagocytophilum riguarda la capacità del batterio di interferire con i meccanismi di regolazione dell'espressione genica della cellula ospite.
- Sistema di secrezione di tipo IV (T4SS): Per instaurare l'infezione, A. phagocytophilum utilizza un Sistema di Secrezione di Tipo IV (Type IV Secretion System, T4SS), mediante il quale trasferisce proteine effettrici direttamente nel citoplasma del neutrofilo.
- La proteina AnkA (Ankyrin A): Tra le principali proteine effettrici identificate vi è AnkA (Ankyrin A), che, dopo essere stata secreta, raggiunge il nucleo della cellula ospite e interagisce con la cromatina.
- Silenziamento delle difese: Numerosi studi hanno dimostrato che AnkA è in grado di modificare l'espressione di numerosi geni dell'ospite attraverso meccanismi di regolazione trascrizionale ed epigenetica. Queste alterazioni influenzano diverse vie cellulari coinvolte nella risposta immunitaria, contribuendo a ridurre l'attivazione del neutrofilo e a limitarne l'efficacia antimicrobica.
2.Inibizione dell'apoptosi e soppressione del burst ossidativo
Per completare il proprio ciclo replicativo, A. phagocytophilum deve prolungare la sopravvivenza del neutrofilo infetto e ridurne le principali funzioni microbicide.
- Prolungamento della sopravvivenza cellulare: L'infezione determina una modulazione dei meccanismi che regolano l'apoptosi, favorendo l'attivazione di vie anti-apoptotiche e riducendo l'attività di segnali pro-apoptotici, inclusa la cascata delle caspasi. Di conseguenza, il neutrofilo infetto può sopravvivere significativamente più a lungo rispetto alla sua normale emivita, consentendo al batterio di completare la propria replicazione intracellulare.
- Inibizione del burst respiratorio: Un ulteriore meccanismo di evasione consiste nella riduzione della capacità del neutrofilo di generare il burst respiratorio, uno dei principali sistemi di difesa dell'immunità innata. In condizioni fisiologiche, l'attivazione del complesso enzimatico NADPH ossidasi porta alla produzione di elevate quantità di specie reattive dell'ossigeno (ROS), fondamentali per l'eliminazione dei microrganismi fagocitati. A. phagocytophilum interferisce con l'assemblaggio e la funzionalità di questo complesso enzimatico, riducendo la produzione di ROS e compromettendo l'attività microbicida del neutrofilo. Tale adattamento rappresenta uno dei principali meccanismi attraverso cui il batterio riesce a sopravvivere e moltiplicarsi all'interno della cellula ospite.
3.Acquisizione dei lipidi dell'ospite ed evasione immunitaria
Come altri batteri della famiglia Anaplasmataceae, Anaplasma phagocytophilum possiede una parete cellulare atipica, caratterizzata dall'assenza di lipopolisaccaride (LPS) e dalla presenza estremamente ridotta o assente di peptidoglicano. Questa peculiarità limita il riconoscimento da parte di alcuni recettori dell'immunità innata, contribuendo ai meccanismi di evasione immunitaria del microrganismo.
- Dipendenza dal colesterolo dell'ospite: A. phagocytophilum non è in grado di sintetizzare autonomamente gli steroli necessari alla stabilità delle proprie membrane cellulari. Per questo motivo sfrutta i meccanismi di trasporto lipidico della cellula ospite, modificando il traffico intracellulare delle vescicole e favorendo il reclutamento di lipoproteine ricche di colesterolo verso il vacuolo intracitoplasmatico (morula) in cui il batterio si replica. L'acquisizione di colesterolo dall'ospite rappresenta un passaggio fondamentale per la sopravvivenza del batterio e contribuisce a mantenere l'integrità della membrana della morula. Parallelamente, l'infezione determina alterazioni del metabolismo lipidico del neutrofilo, che sembrano favorire il mantenimento dell'ambiente intracellulare necessario alla replicazione batterica.
4.La trombocitopenia: un meccanismo patogenetico multifattoriale
La trombocitopenia rappresenta una delle alterazioni ematologiche più frequenti nell'Anaplasmosi Granulocitica Canina, nonostante A. phagocytophilum infetti prevalentemente i neutrofili e non le piastrine. Le evidenze disponibili indicano che la riduzione della conta piastrinica sia il risultato di un insieme di meccanismi patogenetici piuttosto che della diretta invasione delle piastrine da parte del batterio.
- Attivazione della risposta infiammatoria: L'infezione dei neutrofili induce una complessa risposta immunitaria caratterizzata dalla produzione di mediatori dell'infiammazione e dall'attivazione di numerose cellule del sistema immunitario. Questa risposta contribuisce alle manifestazioni cliniche della malattia e può influenzare l'omeostasi piastrinica.
- Consumo e distruzione delle piastrine: Diversi meccanismi possono concorrere allo sviluppo della trombocitopenia, tra cui l'attivazione endoteliale e infiammazione sistemica, meccanismi immunomediati (con produzione di anticorpi diretti contro le piastrine) e alterazioni transitorie della trombopoiesi e della funzione midollare.
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