FLUO DISTEMPER
Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-Canine Distemper Virus
Fluo DISTEMPER è un test basato sulla tecnica ad immunofluorescenza per la determinazione degli anticorpi IgG anti-Canine Distemper Virus (CDV) in campioni di siero o plasma di cane.
Il Cimurro canino (Canine Distemper Virus, CDV), appartenente al genere Morbillivirus della famiglia Paramyxoviridae, è in grado di determinare una malattia multisistemica caratterizzata da manifestazioni respiratorie, gastrointestinali, cutanee e neurologiche. La gravità dell'infezione non deriva soltanto dalla capacità del virus di danneggiare direttamente i tessuti, ma anche dalla sua capacità di modulare il sistema immunitario dell'ospite e di utilizzare specifici recettori cellulari per diffondersi nell'organismo.
1.Il doppio tropismo recettoriale: SLAM/CD150 e Nectina-4
Uno degli aspetti più importanti della patogenesi del CDV è rappresentato dalla capacità del virus di utilizzare due principali recettori cellulari in momenti diversi dell'infezione. Questa strategia consente al virus di passare da una fase iniziale caratterizzata dalla compromissione immunitaria a una fase successiva di diffusione negli epiteli e di eliminazione nell'ambiente.
- Prima fase: il coinvolgimento delle cellule immunitarie attraverso SLAM/CD150. Dopo l'ingresso nell'organismo attraverso le vie respiratorie, il CDV sfrutta principalmente il recettore SLAM (Signaling Lymphocyte Activation Molecule, CD150), espresso su molte cellule del sistema immunitario, per raggiungere rapidamente i tessuti linfoidi, come linfonodi e milza, dove avviene una intensa replicazione virale. La conseguenza clinica più importante è una marcata alterazione della risposta immunitaria, spesso associata a linfopenia, riduzione della capacità di risposta contro altri patogeni e immunosoppressione transitoria o prolungata.
- Seconda fase: diffusione epiteliale attraverso Nectina-4. Dopo la replicazione nelle cellule immunitarie, il CDV raggiunge gli epiteli utilizzando un secondo recettore, la Nectina-4, espressa nelle giunzioni aderenti delle cellule epiteliali dei tessuti. L'infezione epiteliale consente al virus di replicarsi localmente e di essere eliminato nell'ambiente attraverso secrezioni respiratorie e altri fluidi biologici. Il danno delle superfici epiteliali contribuisce allo sviluppo di broncopolmoniti, enteriti, alterazioni cutanee e ipercheratosi dei cuscinetti plantari. Questa fase rappresenta un passaggio fondamentale per la trasmissione del virus tra animali suscettibili.
2.L'evasione dell'interferone: il ruolo delle proteine V e C
Una delle prime risposte antivirali dell'organismo è rappresentata dalla produzione di interferoni (IFN), molecole segnale che attivano programmi di difesa nelle cellule infette e in quelle vicine. Il CDV, come altri morbillivirus, possiede sofisticati meccanismi per interferire con questa risposta.
- Interferenza con la via JAK-STAT: Le proteine virali V e C svolgono un ruolo importante nella modulazione della risposta interferonica. In particolare, la proteina V può interferire con le proteine STAT1 e STAT2, componenti fondamentali della via di segnalazione dell'interferone. La conseguenza è una ridotta capacità della cellula infettata di attivare geni antivirali, comunicare lo stato di infezione alle cellule circostanti e limitare efficacemente la replicazione virale. Questo meccanismo contribuisce alla rapida diffusione del virus nelle prime fasi dell'infezione e alla capacità del CDV di raggiungere elevate concentrazioni virali nei tessuti.
3.I sincizi: una strategia di diffusione cellula-cellula
Come altri virus dotati di proteine fusogene, il CDV utilizza un particolare meccanismo di propagazione attraverso la formazione di sincizi.
- Formazione dei sincizi: Le glicoproteine virali coinvolte nella fusione, in particolare la proteina F (Fusion protein), permettono alla membrana della cellula infetta di fondersi con quelle delle cellule vicine formando una grande cellula multinucleata (sincizio) contenente materiale virale proveniente da più cellule.
- Vantaggi biologici: i sincizi favoriscono la diffusione diretta del virus tra cellule adiacenti, riducono la necessità di passare nello spazio extracellulare, limitano parzialmente l'esposizione agli anticorpi neutralizzanti.
4.Neuroinvasione e demielinizzazione: danno virale e infiammazione persistente
Le manifestazioni neurologiche del cimurro rappresentano una delle complicanze più complesse dell'infezione da CDV. Il danno neurologico si verifica sia per l'attività virale nel sistema nervoso centrale (SNC) sia per la risposta infiammatoria dell'ospite.
- Ingresso nel sistema nervoso centrale: Il CDV può raggiungere il SNC dopo la diffusione sistemica dell'infezione, anche tramite le cellule immunitarie infette, che possono contribuire al trasporto del virus attraverso le barriere biologiche e favorirne l'ingresso nel tessuto nervoso. Fase acuta e danno associato alla replicazione virale. Nelle fasi iniziali dell'infezione neurologica, il virus può replicarsi in cellule del SNC, tra cui astrociti, microglia e altre cellule gliali. La replicazione virale altera la funzione cellulare e determina un processo infiammatorio locale.
- Fase cronica: il ruolo della neuroinfiammazione persistente. In alcuni casi, anche quando la quantità di virus rilevabile nel SNC diminuisce significativamente, il processo di demielinizzazione può continuare. Questo fenomeno è attribuito alla persistenza di una risposta infiammatoria alterata, caratterizzata dall'attivazione prolungata della microglia e dalla produzione di mediatori infiammatori, specie reattive dell'ossigeno ed enzimi in grado di danneggiare la matrice extracellulare e la mielina.
Bibliografia
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Il cimurro è una malattia insidiosa: i sintomi che lo contraddistinguono, presi singolarmente, riconducono a delle semplici patologie comuni e poco gravi. Il primo sintomo è generalmente la febbre.
Il virus induce problemi respiratori, gastroenterici, dermatologici e neurologici seri ad uno stadio più avanzato della malattia.
- Problemi respiratori: scolo nasale, tosse, difficoltà respiratorie
- Problemi all'apparato digerente: gastroenterite con vomito e diarrea.
- Problemi cutanei: dermatite, ispessimento della cute del naso e cuscinetti plantari.
- Problemi al sistema nervoso: convulsioni, spasmi muscolari fino a paralisi degli arti.
- Problemi oculari: congiuntivite con scolo oculare.
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A seguito di una leucopenia transitoria indotta dall'infezione virale, l'infezione batterica secondaria normalmente si evidenzia con una leucocitosi. Il transitorio calo dei globuli bianchi indebolisce ulteriormente il sistema immunitario di conseguenza il cucciolo malato è esposto ad infezioni secondarie che vanno a complicare il quadro clinico.

