FLUO BABESIA canis
Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-Babesia canis
Fluo BABESIA canis è un test basato sulla tecnica ad immunofluorescenza per la determinazione degli anticorpi IgG anti-Babesia canis in campioni di siero o plasma di cane.
Per molti anni la Babesiosi canina, causata principalmente da Babesia canis, è stata descritta come una malattia prevalentemente emolitica, caratterizzata dall'invasione dei globuli rossi da parte del parassita, dalla sua replicazione intracellulare e dalla conseguente distruzione eritrocitaria con sviluppo di anemia.
Questo meccanismo rappresenta certamente un elemento centrale della patogenesi, ma le più recenti acquisizioni scientifiche hanno dimostrato che l'emolisi, da sola, non è sufficiente a spiegare la gravità delle manifestazioni cliniche osservate nei pazienti con forme complicate.
La babesiosi viene oggi interpretata come una patologia sistemica caratterizzata da una complessa interazione tra parassita, risposta immunitaria dell'ospite, endotelio vascolare e microcircolo. Questo modello presenta importanti analogie con alcuni aspetti della malaria grave nell'uomo, in particolare per il ruolo del danno endoteliale e delle alterazioni della perfusione tissutale.
1.Risposta infiammatoria sistemica e disfunzione multiorgano: SIRS e MODS
Nelle forme più severe di babesiosi, il danno clinico non dipende esclusivamente dalla presenza del parassita negli eritrociti, ma anche dalla risposta infiammatoria dell'organismo ospite.
L'infezione da B. canis determina una forte attivazione del sistema immunitario innato, con coinvolgimento di macrofagi e altre cellule immunitarie. Questa risposta può portare alla produzione elevata di mediatori pro-infiammatori, tra cui TNF-α, IL-6 e IL-1β, contribuendo allo sviluppo di una Sindrome da Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS). Nei casi più gravi, la progressione verso una Sindrome da Disfunzione Multiorgano (MODS) può evolvere in insufficienza renale acuta, edema polmonare, disfunzione epatica e neurologica non sempre di entità direttamente proporzionali al livello di parasitemia, poiché anche la risposta immunitaria e il danno vascolare contribuiscono in modo determinante all'evoluzione della malattia.
2.Alterazioni eritrocitarie, citoaderenza e danno del microcircolo
Uno degli aspetti più interessanti della patogenesi della babesiosi riguarda le modificazioni che il parassita induce sul globulo rosso infetto.
- Modificazione della membrana eritrocitaria: Durante il proprio ciclo replicativo all'interno dell'eritrocita, Babesia altera le caratteristiche della membrana cellulare, modificandone proprietà fisiche e biologiche. Queste trasformazioni possono favorire il riconoscimento e la rimozione degli eritrociti infetti da parte del sistema immunitario, ma possono anche contribuire alle alterazioni della circolazione periferica.
- Ipossia tissutale: In alcune forme di babesiosi grave sono state descritte interazioni tra eritrociti infetti, cellule endoteliali e componenti del sistema coagulativo. Fenomeni di adesione cellulare (citoaderenza) e aggregazione eritrocitaria possono contribuire alla riduzione del flusso ematico nei piccoli vasi, favorendo fenomeni di compromissione della perfusione tissutale. Tali alterazioni del microcircolo, associate all'attivazione endoteliale e alla risposta infiammatoria locale, possono determinare una ridotta disponibilità di ossigeno ai tessuti (ipossia tissutale) e contribuire al danno d'organo.
- Una nuova prospettiva nella gestione della babesiosi: La moderna interpretazione della babesiosi canina supera il concetto di una semplice anemia parassitaria, riconoscendo la malattia come una sindrome sistemica immuno-infiammatoria e vascolare.
3.Il Crosstalk tra infiammazione e coagulazione: oltre la semplice perdita di piastrine
La trombocitopenia rappresenta una delle alterazioni ematologiche più frequenti nella babesiosi canina, ma la sua origine non è riconducibile esclusivamente alla distruzione immunomediata delle piastrine.
Le attuali conoscenze hanno evidenziato un ruolo centrale dell'interazione tra risposta infiammatoria, endotelio vascolare e sistema della coagulazione, un processo complesso che contribuisce alla comparsa delle complicanze sistemiche nelle forme più severe della malattia.
- Attivazione endoteliale e squilibrio coagulativo: Durante l'infezione da Babesia canis, la risposta infiammatoria sistemica può determinare una marcata attivazione dell'endotelio vascolare. Le cellule endoteliali attivate rilasciano mediatori pro-infiammatori e pro-coagulanti, favorendo l'attivazione della cascata coagulativa e alterando il normale equilibrio tra formazione e dissoluzione del coagulo. Si instaura così un crosstalk bidirezionale tra sistema immunitario e coagulazione: l'infiammazione promuove l'attivazione coagulativa, mentre i prodotti della coagulazione possono amplificare ulteriormente la risposta infiammatoria.
- Squilibrio coagulativo: Nelle forme più gravi, lo squilibrio può evolvere verso una Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID), caratterizzata da un'attivazione sistemica della coagulazione con formazione di microtrombi, consumo di piastrine e fattori della coagulazione e possibile sviluppo di alterazioni emorragiche.
4.La proteomica e la ricerca di nuovi biomarcatori prognostici
La crescente comprensione della babesiosi come malattia sistemica infiammatoria e vascolare ha stimolato la ricerca di biomarcatori in grado di valutare in modo più preciso la gravità della risposta dell'ospite e il rischio di complicanze.
- Proteine della Fase Acuta (APP): La Proteina C-Reattiva (CRP) e la Siero Amiloide A (SAA) sono oggi considerate fondamentali. Servono per valutare la gravità della malattia, in quanto riflettono il livello di attivazione infiammatoria sistemica e possono fornire informazioni utili nel monitoraggio dell'evoluzione clinica. Valori persistentemente elevati o una mancata riduzione dopo l'inizio della terapia antiparassitaria possono essere associati a una risposta infiammatoria ancora attiva e a un maggiore rischio di complicanze, sebbene debbano sempre essere interpretati insieme ai parametri clinici del paziente.
- Apolipoproteina A1 (ApoA1): Gli studi di proteomica hanno inoltre evidenziato che la Apolipoproteina A1 (ApoA1), principale componente delle lipoproteine ad alta densità (HDL), è ridotta nelle forme severe di babesiosi, probabilmente correlata alla risposta infiammatoria sistemica. Questo parametro è attualmente considerato un potenziale biomarcatore prognostico negativo: valori più bassi potrebbero essere associati a una maggiore gravità della malattia.
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Nel cane la babesiosi può avere decorso iperacuto, acuto, cronico o subclinico, ed esistono anche delle forme atipiche. La malattia acuta è la sindrome più comune, mentre quella iperacuta è più rara.
Babesiosi iperacuta
Sintomi tipici:
- Coagulazione intravascolare disseminata (DIC)
- Ipotermia
- Coma
- Morte
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Babesiosi acuta
Sintomi tipici:
- Anoressia
- Febbre
- Letargia
- Anemia emolitica acuta
- Trombocitopenia
- Aumento di volume della milza
- Aumento di volume dei linfonodi
- Vomito
- Ittero
- Ematuria
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Può sopravvenire la morte soprattutto nei cuccioli, ma la maggior parte degli animali guariscono da questa forma.
Babesiosi cronica
Vi sono scarse indicazioni relative alle forme croniche. I sintomi principali sono:
- Febbre intermittente
- Diminuzione appetito
- Dimagramento
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Le forme subcliniche di solito sono asintomatiche, pur essendo comunque fonte di infezione.

