FLUO LEISHMANIA
Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-Leishmania infantum
Fluo LEISHMANIA è un test basato sulla tecnica ad immunofluorescenza per la determinazione degli anticorpi IgG anti-Leishmania infantum in campioni di siero o plasma di cane.
L'approccio moderno vede più il cane come un recettore passivo del patogeno e si concentra sullo studio dell'interazione dinamica tra Leishmania infantum e il sistema immunitario canino, concentrandosi sui meccanismi che portano alla persistenza dell'infezione o allo sviluppo della malattia sistemica.
Di seguito descriviamo alcuni dei più recenti e rilevanti avanzamenti nell'immunopatogenesi e nella patologia della Leishmaniosi canina.
1.Il ruolo centrale degli immunocomplessi circolanti (CIC)
Mentre la formazione di immunocomplessi è già nota da tempo, studi recenti hanno focalizzato l'attenzione non solo sulla loro presenza, ma sul loro ruolo patogenetico attivo.
Nella Leishmaniosi canina, un'infezione incontrollata porta a una massiccia, ma inefficace, risposta immunitaria umorale. La combinazione di alti titoli anticorpali (IgG e IgM) e antigeni parassitari persistenti porta alla formazione di Immunocomplessi Circolanti (CIC).
- Danno d'organo: I CIC precipitano e si depositano nelle pareti vascolari di organi bersaglio (reni, occhi, articolazioni, cute). Questa deposizione è la causa principale delle manifestazioni più gravi della Leishmaniosi canina, come la glomerulonefrite (spesso fatale), l'uveite, la poliartrite e la vasculite.
- Modulazione del microambiente: Le ultime scoperte suggeriscono che i CIC non si limitano a causare danni meccanici o infiammatori diretti. I macrofagi attivati da questi complessi subiscono una modulazione negativa: viene inibita la biosintesi di IL-12 (cruciale per innescare la risposta protettiva Th1 e la produzione di IFN-γ) e stimolata la secrezione di IL-10, una citochina immunosoppressiva.
- Biomarcatori di gravità: Nuovi studi hanno quantificato i CIC nel siero dimostrando una correlazione diretta tra i loro livelli e le dimensioni molecolari dei CIC con la progressione e gravità clinica della malattia (stadiazione LeishVet). Queste evidenze aprono nuove prospettive per il fututo impiego dei CIC come biomarcatori prognostici e come strumenti per il monitoraggio della risposta alla terapia.
2.Il ruolo del sistema immunitario: Th1 vs Th2 e le cellule regolatorie
La classificazione di risposta immunitaria Th1 (protettiva cellulo-mediata) e Th2 (umorale, non protettiva e potenzialmente patogena) è stata perfezionata e ampliata con la scoperta del ruolo chiave delle cellule immunoregolatorie nel microambiente dell'infezione.
- L'Effetto "Trojan Horse": Leishmania è un parassita altamente specializzato nell'eludere le difese dell'ospite. Dopo l'infezione, i promastigoti infettano i macrofagi e si trasformano in amastigoti. Invece di essere eliminati, i parassiti alterano i meccanismi di segnalazione intracellulare dei macrofagi, inibendone le funzioni microbicide, come la produzione di ossido nitrico, e sopravvivendo all'interno dei fagolisosomi.
- Cellule T regolatorie (Treg) e cellule B regolatorie: Nei cani suscettibili, si osserva un aumento delle cellule Treg e delle cellule B regolatorie. Queste cellule, attraverso la produzione di citochine pro-infiammatorie IL-10 e TGF-β inibiscono attivamente la risposta Th1 protettiva, favorendo la persistenza del parassita. Il microambiente tissutale diventa quindi "tollerante" verso L. infantum, permettendo la sopravvivenza nell'ospite.
- L'esaurimento linfocitario (T-cell exhaustion): L'esposizione cronica agli antigeni del parassita può indurre a uno stato di "esaurimento" (exhaustion) dei linfociti T, caratterizzato da una ridotta capacità proliferativa e da una minore produzione di citochine infiammatorie (IFN-γ e TNF-α), fondamentali per l'attivazione macrofagica e il controllo dell'infezione.
3.Trasmissione non vettoriale: nuovi scenari epidemiologici
Tradizionalmente legata al vettore flebotomo, la patogenesi e la diffusione della Leishmaniosi canina si stanno delineando anche attraverso altre evidenze, confermate da recenti studi:
- Trasmissione verticale (transplacentare): La trasmissione dalle madri ai cuccioli durante la gestazione è stata ampiamente documentata, anche da cagne asintomatiche, in aree non endemiche o in assenza del vettore, confermando che il parassita può essere trasmesso indipendentemente dalla puntura del flebotomo. Questa modalità di trasmissione ha implicazioni importanti per la gestione riproduttiva dei cani sieropositivi.
- Trasmissione venerea e iatrogena: Sebbene meno frequenti, la trasmissione per via sessuale e tramite trasfusione di sangue sono evidenze confermate. Per questo motivo è fondamentale adottare rigorosi protocolli di screening dei cani donatori.
4.Nuove frontiere diagnostiche: oltre la sierologia classica
I progressi nella comprensione dell'immunopatogenesi della leishmaniosi canina hanno favorito lo sviluppo di strumenti diagnostici sempre più accurati, in grado di migliorare l'identificazione precoce dell'infezione e di supportare una gestione clinica più efficace.
- Antigeni ricombinanti: Le moderne tecniche di biologia molecolare hanno permesso di identificare e produrre antigeni ricombinanti altamente specifici di L. infantum. L'impiego di questi antigeni nei test rapidi immunocromatografici sta migliorando sensibilmente la diagnosi sul campo, riducendo le reazioni crociate e migliorando l'identificazione precoce dei soggetti infetti.
- Diagnostica molecolare (PCR): Le tecniche di PCR, in particolare la Real-Time PCR, eseguite su tessuti target (midollo osseo, linfonodi, cute e congiuntiva), sono fondamentali per rilevare anche basse cariche parassitarie, identificare cani asintomatici e confermare l'infezione nei casi in cui la sierologia risulti dubbia o negativa, come nelle fasi iniziali della malattia o cani con una risposta immunitaria fortemente compromessa.
L'evoluzione delle conoscenze scientifiche conferma come la Leishmaniosi canina è una patologia complessa, non solo una malattia infettiva, ma una patologia immuno-mediata nella quale l'interazione tra il parassita e il sistema immunitario dell'ospite gioca un ruolo determinante.
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Sintomi della leishmaniosi cutanea:
- dermatite secca esfoliativa e progressiva alopecia intorno agli occhi, sulle zampe e sul dorso. La dermatite può degenerare e dare luogo a lesioni e ulcere – anche senza prurito – che colpiscono di solito occhi, orecchie, naso e mucose; nei casi più gravi, da queste può anche fuoriuscire sangue. Le ulcere possono provocare l'ingrossamento dei linfonodi (nel 90% dei casi)
- crescita accelerata e ispessimento abnorme delle unghie (onicogrifosi) (nel 20% dei casi)
- dolori articolari e zoppia compreso anche mal di schiena: il cane sta spesso immobile in piedi, tenendo la testa bassa per cercare sollievo (nel 37.5% dei casi).
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Sintomi della leishmaniosi viscerale:
- insufficienza renale, polidipsia, poliuria (nel 40% dei casi)
- vomito e diarrea, che danno luogo a inappetenza e rapida ed evidente perdita di peso (nel 64% dei casi)
- danni neurologici se non, addirittura, coma uremico
- perdita di sangue dal naso (epistassi) dovuta a ulcere nella mucosa orale, in cui sono presenti i parassiti (nel 15% dei casi)
- lesioni oculari, dovute a una uveite e iridociclite e congiuntivite (rispettivamente nel 1.3% e 32.5% dei casi).

