FLUO CALICIVIRUS
Kit IFA per la ricerca degli anticorpi IgG anti-Feline Calicivirus
Fluo CALICIVIRUS è un test basato sulla tecnica ad immunofluorescenza per la determinazione degli anticorpi IgG anti-Feline Calicivirus (FCV) in campioni di siero o plasma di gatto.
Il Calicivirus Felino (Feline Calicivirus, FCV) è uno dei principali agenti eziologici delle infezioni respiratorie del gatto ed è comunemente associato a ulcere del cavo orale, starnuti e scolo nasale.
Le più recenti conoscenze di virologia molecolare hanno evidenziato come il FCV sia un virus estremamente dinamico dal punto di vista evolutivo. L'elevata variabilità genetica, la capacità di adattarsi rapidamente all'ospite e l'interazione con il sistema immunitario spiegano la notevole eterogeneità delle manifestazioni cliniche, che possono variare da forme lievi autolimitanti a gravi sindromi sistemiche.
1.Il ruolo del recettore JAM-A nell'infezione cellulare
L'ingresso del FCV nelle cellule bersaglio avviene attraverso il legame con Junctional Adhesion Molecule-A (JAM-A), una proteina presente sulla superficie di numerose cellule epiteliali e coinvolta nel mantenimento dell'integrità delle giunzioni intercellulari. Studi sperimentali suggeriscono che tale interazione possa contribuire anche ad alterare l'organizzazione delle giunzioni cellulari, favorendo un aumento della permeabilità della mucosa e facilitando la diffusione del virus nei tessuti. La successiva replicazione virale determina la morte delle cellule infette e contribuisce alla formazione delle caratteristiche lesioni ulcerative della cavità orale.
2.Le forme sistemiche ipervirulente (Virulent Systemic Feline Calicivirus)
Uno degli sviluppi più rilevanti nella comprensione della patogenesi del FCV è rappresentato dall'identificazione di ceppi ad elevata virulenza, definiti Virulent Systemic Feline Calicivirus (VS-FCV). Questi ceppi, descritti in diversi Paesi nel corso degli ultimi anni, sono responsabili di forme cliniche molto più gravi rispetto al calicivirus respiratorio classico. Oltre alle mucose orali e respiratorie, i ceppi VS-FCV mostrano una maggiore capacità di diffondersi in numerosi tessuti e di coinvolgere cellule endoteliali, macrofagi e altri distretti sistemici. La conseguente risposta infiammatoria può determinare vasculite, edema diffuso, necrosi epatica, alterazioni della coagulazione e insufficienza multiorgano.
Queste forme, fortunatamente poco frequenti, sono associate a un'elevata mortalità e richiedono un riconoscimento clinico tempestivo.
3.Elevata variabilità genetica e formazione di quasispecie
Una delle caratteristiche biologiche più importanti del FCV è la notevole variabilità del proprio genoma.
- L'enzima responsabile della replicazione dell'RNA virale (RNA-polimerasi RNA-dipendente) è privo di efficaci meccanismi di correzione degli errori, determinando la continua comparsa di nuove varianti genetiche. All'interno dello stesso animale infetto possono coesistere numerose varianti strettamente correlate, definite quasispecie. Questa continua evoluzione consente al virus di adattarsi rapidamente alle pressioni selettive esercitate dal sistema immunitario e rappresenta uno dei principali motivi della persistenza dell'infezione in alcuni soggetti. L'elevata variabilità antigenica costituisce inoltre una delle principali sfide nello sviluppo di vaccini in grado di offrire una protezione ampia verso tutti i ceppi circolanti.
4.Il ruolo del FCV nella gengivostomatite cronica felina
La Gengivostomatite Cronica Felina (Feline Chronic Gingivostomatitis, FCGS) è una grave patologia infiammatoria del cavo orale caratterizzata da una marcata risposta immunitaria locale. Il FCV viene frequentemente isolato nei gatti affetti da sindrome FCGS, ma le attuali evidenze indicano che la malattia sia multifattoriale, anche di natura immunitaria, e non riconducibile esclusivamente alla presenza del virus.
- Nella FCGS, il calicivirus è considerato uno dei possibili fattori che contribuiscono al mantenimento della stimolazione antigenica cronica. Contestualmente, numerosi studi hanno documentato alterazioni della risposta immunitaria, caratterizzate da uno squilibrio tra le diverse popolazioni linfocitarie (riduzione dei linfociti T CD8+ citotossici e iperattivazione incontrollata dei linfociti B) e da una persistente attivazione del sistema immunitario mucosale. Anche altri elementi possono concorrere alla patogenesi della malattia, tra cui biofilm batterico dentale, predisposizione individuale, alterazioni della risposta immunitaria ed eventuale coinvolgimento di altri agenti infettivi.
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